Month: gennaio 2014
Italicum (corsie preferenziali)
In Italia non conosciamo le mezze misure.
Un match di Coppa Italia spezza l’opinione pubblica esattamente come la guerra in Iraq, una qualunque discussione Parlamentare innesca guerre tra ultras che mettono sistematicamente a ferro e fuoco tutti i bar e circoli ARCI della penisola.
L’Italicum è la nuova e finalmente condivisa (almeno per due terzi abbondanti del Parlamento) legge elettorale, la quale ovviamente non va bene quasi a nessuno.
Per alcuni è il Porcellum 2.0, per altri è frutto di una malefica macchinazione del Berlusca, per altri ancora è proprio il fatto che sia nata da un compromesso tra Renzi e Il Condannato a renderla una schifezza a prescindere, ma la questione sui forum si è soffermata spesso sulle fantomatiche preferenze.
Ma te ‘ste preferenze le vuoi o non le vuoi?
Oh Satana, mio caro e dolce Satana
Satana, perché mi odi?
Hai prestato il dono della voce infernale a rocker scapestrati, la scrittura pungente e pornografica ad alcolizzati maneschi, hai sperperato le tue azioni verso la feccia della feccia e … ohibò, in effetti riflettendoci bene la cosa ci può anche stare, però cazzo: il dono del disegno me lo potevi anche lasciare!
È mai possibile che dopo anni e anni di tavole anatomiche perfette, dipinti ad olio e acquarello, dopo aver versato fiumi di chine e coline faccio una pausetta di tre anni e mi togli (quasi) tutto???
Ma il bambino di chi posso immolare per la mia causa?
Quale dolce animaletto della foresta debbo violare (anche carnalmente, se preferisci) per compiacerti?
Quale album di Gigi D’Alessio devo comperare per deturparmi definitivamente l’anima?
…sigh…
Mi sa che dovrò rimboccarmi le maniche di brutto.
Però nel dubbio il gatto stasera lo sacrifico, che almeno risparmio sui croccantini (mica costavano così tanto i pennini tempo fa!).
Mi piace l’odore della plastica al mattino.
Senza un valido motivo dopo tre anni ho deciso di ricominciare a disegnare.
È passato tanto di quel tempo dalla Scuola di Comics che a mala pena ricordo i volti dei miei compagni, anche se di certo ho dimenticato del tutto qualsiasi insegnamento.
Fare fumetto è stata la mia vita per tutta l’adolescenza, ma da quando sono entrato all’Università i miei genitori hanno visto la fatidica luce in fondo al tunnel:
adesso non sprecherà più il suo tempo su quei dannati fumetti, ora metterà la testa a posto!
Eh, certo mamma, sicuro.
Ragazzi, dopo tre anni la mano fatica ha ritrovare una certa sveltezza quindi sì, per un bel po’ i disegni faranno cagare, ma mi sta bene e spero di non cedere mai al manierismo masturbatorio.
Beh, che dire, è un po’ come tornare con una vecchia fiamma. Solo che si è rifatta delle tette enormi.




